Babel agency è lieta di segnalarvi che il 10/11/12 uscirà il primo disco di Vincenzo Costantini Cinaski, con la partecipazione straordinaria di: Francesco Arcuri, Vinicio Capossela, Simone Cristicchi, Michele Di Toro, Raffaele Kholer, Folco Orselli, Edda, Alessandro “Asso” Stefana. |

Uscirà il prossimo 10 novembre, su etichetta Gibilterra, Smoke - Parole senza filtro, il primo album di poesia-canzone di Vincenzo Costantini Cinaski, il poeta già al fianco di Vinicio Capossela nei reading dedicati a John Fante e poi suo sparring partner nella stesura del libro uscito nel maggio 2009 e intitolato In Clandestinità (Feltrinelli).
Dopo aver pubblicato nel 2011 la sua prima raccolta di poesie Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare (ed. Marcos Y Marcos), e dopo averla presentata in giro per l'Italia con una serie di reading, il poeta bardo – come ama definirsi – ne ha fatta un'altra delle sue: prima dell'estate si è chiuso in studio di registrazione per qualche giorno insieme al fido Francesco Arcuri (La Fonomeccanica, Vinicio Capossela) e ha coinvolto qualche amico illustre nelle registrazioni del suo primo album di poesie e canzoni.
Intitolato Smoke – Parole senza filtro (un omaggio al film di Wayne Wang con Harvey Keitel) l’album è stato registrato da Taketo Gohara e vede tra i solchi la partecipazione di Edda, Folco Orselli, MicheIe Di Toro, Raffaele Koheler, Simone Cristicchi, Vinicio Capossela. Tra i brani, oltre alle versioni in musica di alcune poesie già popolari di Cinaski (“Le cento città”, “Niente è grande come le piccole cose”, “Il terzo uomo”, “E' bellissimo”) anche una canzone vera e propria, intitolata “Il re del bar”, una cover illustre come “Il poeta” di Bruno Lauzi e due brevi omaggi a “Where have all the flowers gone?” di Pete Seeger e “Bird on a wire” di Leonard Cohen.
“L'idea di fare un disco - racconta Cinaski - non mi aveva mai sfiorato neanche lontanamente, a me piace scrivere. Quando poi ho visto il mondo della musica e della televisione migrare verso la carta stampata l’ho considerata come un’invasione di campo e mi è venuta voglia di rispondere con un invasione a mia volta, anche se la musica nelle mie letture e performance c’è sempre stata e ha giocato sempre il ruolo di coprotagonista. Nasce così l’idea di raccogliere scritti, inediti e pubblicati, in una stessa confezione ,ma vestiti a nuovo, in forma di canzone-storia o di canto- poetico come a continuare la tradizione che amo di più, quella dei trovieri / trovatori. E’ partito tutto come un’idea di provocazione, che ha provocato entusiasmo in me e in chi ha ascoltato il disco, sembra contagioso ma per fortuna viviamo ancora di libere scelte.”
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